Decolla (no, ammaraggio !) il Pegna di Alain Vassel in ana magnifica foto scattata da Ron Moulton

LA DECIMA SCHNEIDER

NOTE E COMMENTI

Al commento tecnico dell'amico lng. F. Galè che segue, premetto alcane righe per completare il quadro della Schneider.

Riconosciutami unanimamente la paternità della Schneider, anche se molti sono stati i collaboratori che hanno permesso la cosa, va sottolineato con giusto merito che l'essere arrivati a 10 edizioni non è impresa da solitari e che quindi va reso onore al merito di tutti: collaboratori, concorrenti e sponsor di questi anni.

Abbiamo avuto il piacere di aver vissuto una splendida edizione - qualcuno temeva che fosse l'ultima!- che è stata invece di stimolo e di sprone a continuare.

Qualcuno non è andato in volo perchè ha finito il modello troppo tardi e quindi non ha provato, qualcun altro si è fidato troppo e sperava che il primo volo coincidesse con un successo sicuro e forse cosi accadeva anche nella vera Schneider, ma su tutti è stato meraviglioso il primo volo del Pegna P. C. 7 dell amico Alain Vassel che da tre anni lavorava per questo risultato.

Il secondo volo non c'è stato per la semplice ragione che l'amico francese vola con la 27... ed è stato bene che tutto sia finito con la sola scassatura - purtroppo - dell S. 65 che aveva ottimamente iniziato la prima prova.

Ha vinto quindi meritatamente Vassel - Bergamaschi ha dato forfait forse per il troppo impegno profuso nell anno dei Mondiali F4 C di Gorizia - e Martegani ha perso - da signore, il suo Macchi M. 7 - rimane sempre uno dei più bei modelli in gara -nonostante la bravura del suo «Pilota» M. Comolli, espressosi al meglio nella prima manche. Bellingeri ha colto un ottimo piazzamento che corona la sua passione e il suo ritorno alla gara mentre i Fagioli hanno ottimi modelli che però vanno provati di più. Ottima come sempre, a giudizio unanime, l'organizzazione ben condotta dal Presidente-Delegato R. Corso, aiutato da altrettanto ottimi collaboratori e gara quasi voluta solo per gli addetti ai lavori.

Ne è venuta invece ana festa per la tanta gente, per il bel tempo e per i risultati conseguiti. A ciò ha contribuito un complesso di fatti: la presenza di 20 modelli statici in scala 1/20 - veri gioielli - realizzati da Silvio Taberna e stupendamente rifiniti dai Fratelli Piazzai di Arona che li hanno inseriti sella loro ricchissima galleria - oltre 1000 modelli in scale diverse - e presentati dopo cena; la presenza dell Ing. Ermanno Bazzocchi e la sua sincera partecipazione alle fasi della punzonatura e della gara Aeromodellista tra gli Aeromodellisti -; la consegna di targhe ricordo ai sostenitori della Schneider: Aermacchi SpA, Agenzia Riello, Car Renault, Pro Gavirate, Municipio di Gavirate, Banca Popolare di Novara, Presidenza Aero Club di Varese e infine la consegna di un medaglione con il «Logo» delta 10.a edizione a tutti i partecipanti e collaboratori.

E' stata una festa ben riuscita anche per i tanti amici venuti a gustarsi i magnifici modelli. L'augurio è che da simpatizzanti si trasformino in concorrenti.

Epoi, udite: il Bizzozero con Pilota R. Furnari è entrato in classifica - 6. o - con un Savoia S 21 piccolo, piccolo di 98 cm di apertura. E che cosa ha vinto? Una bellissima targa, dono della Banca Popolare di Novara: non sono bastati 36 anni di lavoro tra le file dei suoi dipendenti e c'è voluta una Schneider per far riaffiorare tanti ricordi di lavoro... Quando il destino ci si mette!

Alla la edizione e a Tutti gli amici della Schneider l'appuntamento è per il 23/24 settembre 1989.

L'S. 21 di Bizzozero... al sole dopo un non salutare bagno nel lago di Varese

La decima edizione della Coppa Schneider per idrovolanti radioguidati, organizzata dagli aeromodellisti dell'Aero Club di Varese, richiede qualche piccolo commento di carattere tecnico, sia per futura memoria (to set the record straight, direbbero gli amici di lingua inglese), sia per bene operare in vista delle prossime edizioni.

Dal punto di vista sportivo la contesa si è riaperta: il vecchio Trofeo Schneider e cioè la perfetta riproduzione del monumento alla velocità sistemato nella piazza di Desenzano, realizzata dall'Ing. Martegani verso il 1982/83 è rimasta... in casa sua.

La munificanza dell'Aero Club Varese ha permesso di mettere in palio un nuovo Trofeo Coppa Schneider placcato in oro zecchino e le modalità di assegnazione verranno rese note in seguito.

Ci sarà una 1 1. a Coppa Schneider - il 24/9/ 1989 - e non andrà vanificato il lavoro di 10 anni di attività organizzativa che tanto lustro ha dato alla Sezione Aeromodellisti dell'Aero Club Varese.

Se mai qualcuno intendesse scrivere la storia tecnica dell'aviazione, o meglio dell'idro-aviazione, la Coppa Schneider 1988 dovrebbe esservi inclusa come una autentica pietra miliare: infatti la riproduzione del Piaggio PC 7, progettato a suo tempo dall'Ing. Pegna, e riprodotto in modo esemplare dal francese Alain Vassel, ha volato in modo impeccabile, con decollo ed ammaraggio da manuale.

Per chi non segue abitualmente l'attività dei modelli volanti che riproducono idro, è bene ricordare le caratteristiche essenziali dell'originale Piaggio PC7.

Alto scopo di eliminare i problemi dovuti ai galleggianti (dei quali si dirà più avanti), l'Ing. Pegna aveva ideato una configurazione rivoluzionaria, sostituendo i galleggianti con alette idroplane (qualcosa di simile aveva sperimentato il Cap. Ginocchio durante la 1.a Guerra Mondiale: purtroppo tutto quello che si sa delle sue prove è contenuto su una delle famose figurine Liebig).

L'unico motore, installato al centro della fusoliera, azionava, al decollo, l'elica marina di poppa, provocando il sollevamento dell'idro sulle alette idroplane anteriori e posteriori.

A questo punto, con la fusoliera tutta fuori dall'acqua, veniva innestata l'elica aerea di prua mediante una frizione ad olio, per procedere al distacco dall'acqua. Purtroppo questa frizione non funzionò mai regolarmente e l'intero progetto fu abbandonato, in quanto la Coppa Schneider era ormai terminata.

In altri termini il Piaggio PC 7 non decollô mai: il modello, in scala ridotta, che già lo scorso anno aveva volato, sia pure in modo un po' avventuroso, ha invece dimostrato pienamente la validità dell'idea di Pegna.

Volenti o nolenti, l'aeromodellismo è uno sport tecnico, anzi aerotecnico se vogliamo essere precisi: quindi, noi aeromodellisti siamo oltremodo lieti che l'aeromodellismo (intelligente) abbia consentito di verificare una avanzata concezione teorica di un nostro connazionale.

A questo punto, freniamo la fantasia, evitando di immaginare che cosa sarebbe potuta divenire la idroaviaione (militare e civile) se il Piaggio PC 7 (originale) avesse volato regolarmente, con conseguente ulteriore sviluppo, in Italia e fuori.

Limitiamoci agli aeromodelli: ora che la formula Pegna si è dimostrata valida, non rimane che lasciare briglia sciolta alla ben nota fantasia degli aeromodellisti.

Lo scopo iniziale della Schneider era quello di conservare e far rivivere (mediante la ricostruzione in scala ed il volo radioguidato) gli idrovolanti a suo tempo ideati e/o realizzati per la competizione.

Da essa la tecnologia degli organizzatori varesini delta Schneider (modelli volant), tutti i velivoli della Schneider (idrovolanti) sarebbero potuti apparire sut lago di Gavirate: alcuni invece non hanno ancora volato in modo accettabile (Supermarine S. 5, MC72 e, forse qualche altro ancora).

Per il futuro, se si vuole essere coerenti con il passato, occorre apportare modifiche al regolamento: il coefficiente K = 9 per il decollo del Pegna va riportato a K = 5, visto che la manovra si pud eseguire correttamente.

Lo splendido Farman di Mariegani che «doveva» essere provato con più tempo a disposizione e un po' prima della X. a edizione

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