GAVIRATE - 5/6 Settembre

9.a COPPA SCHNEIDER

VINCE MARTEGANI CON L'M 7

FORTlSSlMAMENTE PlAGGlO PEGNA PC 7 "PlNOCCHlO"

Potrà sembrarvi strano, ma questo articolo lo dedico al mio amico Felice Dassa di Sulzano perchè, malgrado i suoi tanti anni, per nove di questi non ha mai mancato ad un'edizione della tanto amata Schneider. Ad un Amico paziente, silenzioso ed appassionato che tanti dovrebbero tenere ad esempio.

Qui sopra e a destra - II Pagne PC 7 sta "decollando" -

Vista laterale del PC 7 di Vassel, sut fondo l'M 67 di Prudhomme

(Le foto di questo servizio sono di Giorgio Gazza ed Ettore Bizzozero)

Con grande gioia dell'Adele, le rubo due giorni di sacrosante ferle, ma alla mia Schneider non rinuncio. Cosi, alla sera del venerdi precedente siamo a Milano pronti a riprendere le normali attività che ci aspetteranno giornalmente per i prossimi undici mesi. Ma bando alle ciance, che queste cose non vi interessano (o invece si?) e veniamo al dunque.

Alle 14 del sabato sono regolarmente in «loco». Contrariamente all'anno scorso il lago è azzurrino, leggermente increspato e con qualche isoletta verde e bianca che si appoggia quasi a ridosso delta riva: in ogni caso la balneazione è «Severamente Vietata» (e come gli anni precedenti...).

II parcheggio è pieno di auto e di modelli (con la Schneider c'è anche la Coppa Europa di acrobazia) e quindi via a vedere le novità, e che novità.

C'è Alain Vassel con il Pegna, ci sono tre nuovi francesi, Prudhomme, Doyen e Denoyer, ma di italiani nuovi, nessuno! Ci sono Moore e Webb (che cattivo ero stato nel mio ultimo articolo!) e poi tutti gli altri soliti Amici: Requet, Fagioli, Bizzozero, Martegani, non manca neppure Italo che il giorno dopo si sposa!!! e poi Moulton, Milani, Marcenaro etc., etc.

Opere di alta chirurgia sul PC 7

Sono in tutto 14 modelli Schneider e 13 modelli delta Coppa Europa. Per la prima volta in assoluto la Coppa Schneider supera in numero una categoria «popolare» nel mondo aeromodellistico. Bizzozero mi comunica che due affezionati schneideristi mancano all'appello a causa di altri impegni. Peccato veramente, ma gli impegni sono impegni.

Intanto Vassel mi tira da una parte e al televisorino mi fa vedere la chicca dei tentativi di decollo del Pegna. Notevole!!!!

Questo modello ha un'apertura alare di cm 130, una lunghezza di cm 170, un motore elettrico per l'elica «marina» e per il volo un OS da 7,5 cc, il peso dichiarato è di 3800 grammi. Spero quanto prima di potervi sottoporre l'articolo su questo modello.

Chiacchierando con gli amici provo la fantastica sensazione di essere libero da tutto e libero soprattutto di gustare ciò che mi piace tanto con la convinzione che sarà una Schneider memorabile, che farà epoca.

L'AVA Varese ha fatto le cose in grande e con dovizia di supporti tecnici: riprese televisive, un sistema avanzatissimo di monitoraggio, radiotelefoni e naturalmente il grande supporto dei soci stessi.

Magnifico flottaggio dell'M 33 di Giorgio e Mauro Fagioli

I tre Giudici, Taberna, Galè e Des Besombes sono già al lavoro e non vedo l'ora di assaporare i voli! Verso le 16 finalmente terminano le prove a terra e si dà inizio a quelle di volo.

Parte il 33 di Fagioli che completa la base con un buon volo; va Webb con l'S5, buono anche lui; va Vassel con il Morave Saulnier 1913, appena sufficiente. Di seguito l'M7 di Martegani/ Comolli fa un volo Top.

Ma ora c'è il Pegna di Vassel! II pubblico è tutto sulla riva e si accalca attorno alle transenne. Una miriade di parole e di interrogativi si intrecciano, compreso il solito che pontifica a tutti. Comunque il senso d'ansia nell'aspettare questa prova, cosi inusitata, è quasi tangibile nell'aria.

I soliti controlli prevolo, messa in moto dei due motori e quindi in acqua (non è come il vero, naturalmente, ma che spettacolo!) e poi .....via! Ecco si alza sulle alette, vi si appoggia scivolando sull'acqua, non riesce a staccare. Prova e riprova tra la silenziosa attenzione della gente ed infine un urlo ....VOLA!!! E qui comincia la sarabanda: il modello è decisamente cabrato; credo, anzi sono sicuro, che ad Alain vengano i sudori freddi net tentativo di tenerlo in volo il più possibile ma poi, dopo qualche tempo (minuti, secondi??), parte in picchiata verticale e si infila di brutto in acqua. Finis.

II modello viene tratto a riva con l'ala completamente distrutta (cosi vediamo alcuni segretucci) ma Alain dice «Bien», è riparabile.

Bizzozero si dà da fare, trova qualcuno con il tipo di colla speciale necessaria alla riparazione e la manda a prendere. Continuano gli altri voli, poi alle 18 fine della 1.a manche. Tutti a casa. Io me ne torno di corsa a Milano e gli altri si apprestano ad andare alla solita cena offerta dall'AVA (e chissa cosa hanno fatto perchè il mattino successivo tutti sembrano un poco frastornati).

Bene, domenica mattina ci si ritrova in riva al lago: c'è la 3.a manche della Coppa Europa, cosi gli schneideristi possono provvedere a varie riparazioni. Con Vassel e gli altri iniziamo le riparazioni e applichiamo circa 230 grammi di piombo sut muso (Effettivamente, le batterie sono state mosse verso la parte anteriore ). Ora il centraggio è più apprezzabile: certo l'aspetto dell'ala non è dei più rileccati, ma l'importante è che l'aereo voli o almeno tenti di farlo. OK, sono le 15 e si riprende con gli Schneider. Si incomincia con il Team Fagioli, sfortunatissimi perchè in questa seconda manche nessuno dei loro modelli riesce a fare la base. Eppure sono bravi, tranquilli, sempre disponibili, con modelli validi ma la scalogna sembra essere la loro compagna. Ritengo che qualche volta potrebbero avere anche una soddisfazioncella...

Va Moore con il Nieuport, ma dopo 3 girl di sfarfallamenti si infila in acqua con la Patty che piange a calde lacrime per la sfortuna del marito. Denoyer e Doyen con i loro Bernard ed S5 fanno dei buoni voli, poi vola l'M7 leggermente sotto tono.

E' di nuovo in pista Vassel con il Pegna. Giuro che tutti hanno un certo pizzicorino che li pervade. In acqua e...via. Si alza sulle alette ma, ogni volta che tenta il decollo, o imbarca a destra o imbarca a sinistra. Alla fine rinuncia con grande, grandissima delusione di tutti.

Webb si supera e riesce a completare anche la seconda manche; Requet decolla, entra in base ma poi si rovescia e distrugge il suo, onusto di gloria, Bernard (per l'anno prossimo però ce ne sarà un altro più bello e più grande). Prudhomme vola discretamente con il suo M 67, va ancora Doyen e con questo volo termina la 9.a Coppa Schneider.

La gara è finita, aspettiamo le classifiche elaborate dal computer. Intanto Io speaker annuncia che Vassel tenterà di nuovo con il Pegna. Jean Claude Requet mi dice, in un orecchio, che è testardo e quando si mette in testa

Qualcosa... lo so, Io so, conosco il tipo! e tutti si accalcano sulla riva. Chissà se..., si intrecciano le supposizioni, i ragionamenti e gli «io avrei fatto cosi e cosi»; in qualsiasi maniera nell'aria gira qualcosa... Comincia la solita routine, poi in acqua. Ecco accelera e decolla!! Vola quasi bene, seguito dall'ovazione del pubblico e con le persone che si stringono vicendevolmente le mani. Due giri della base, fatti più o meno bene diranno i puristi, ma di una incredibile forza scenica. Poco dopo si appresta all'ammaraggio che esegue mirabilmente. Un lungo scrosciante applauso accompagna il felice ed orgoglioso Alain al suo box.

L'M67 di Prudhomme alla partenza
George Webb al termine della prova

Ora è tempo di premiazione e di vincitori. Nella Coppa Europa vince Annoni, mentre nella Schneider la vittoria va meritatamente all'M7 di Martegani/Comolli, secondo è il Tabloid sempre di Martegani/Comolli, mentre il 3.o ed il 4.o sono l'S 65 ed il Morane tutti e due di Vassel, doppia accoppiata! Seguono via tutti gli altri dieci partecipanti. Un gran bel risultato per il quale tutti possono essere fieri.

Si intrecciano le rispettive congratulazioni e relativi progetti futuri; J.C. Requet torna a sottoporre l'idea di une Schneider a squadre nazionali, alla fine ci si saluta per l'anno prossimo. Anno prossimo in cui l'Italie ospiterà due particolari ed eclatanti manifestazioni, ossia il Campionato del Mondo F4C a Gorizia (finalmente!) ed il 10.o anniversario della Coppa Schneider. AVA Varese, Remenber!!!

Come avrete capito, è stata une Schneider «epica», affollata, bella, senza uno screzio, o meglio anche se ci sono statisono immediatamente rientrati, con un supporto tecnico a terra e in volo di tutto rispetto, ma soprattutto tutti si sono divertiti a dovere.

Complimenti a Martegani e all'AVA Varese, ma particolarmente ad Alain Vassel che ha saputo dare con il Piaggio-Pegna, il reale non aveva mai volato, quel sapore dell'imprevisto sempre bene accetto.

GIORGIO GAZZA e ....ciao zio Mario anche dall'Adele!

Il Bernard H.V.120 di Requet alla punzonatura

Newport di John Moore

Amici! per nove anni noi italiani abbiamo avuto la supremazia totale in questa specialità, ma... attenzione! i francesi stanno emergendo, gli inglesi sono ritornati e con la 10.a edizione ci possono anche superare per cui «Occhio!!!».

Appello agli Amici che erano presenti.

Secondo le assicurazioni datemi, ricordatevi di mandarmi le sequenze di decolo sia in foto che da film del Pegna o quello che siete riusciti a fare. Penso che il nostro Vittorugo (unitamente ad un trio di riviste estere) possa farci la sorpresa di une bella paginona. Il mio indirizzo è il solito: Via Losanna, 6 20154 Milano - Tel. 02/347079.

CLASSIFICA

1.o Martegani Carlo, Italia, modello M7, punti 2202,4; 2.o Martegani Carlo, Italia, Sopwith, 2035,5; 3.o Vassel Alain, Francia, S-65, 2017,5; 4.o Vassel Alain, Francia, Morane 1913, 1997; 5.o Doyen Jean, Francia, Supermarine S-5, 1993; 6.o Requet Jean Claude, Francia, Bernard HW120, 1914; 7.o Fagioli Giorgio, Italie, M-33, 1907; 8.o Denoyer Patrick, Francia, Bernard HW 120, 1660; 9.o Webb George, Inghilterra, S-5, 1595; 10.o Prudhomme Thierry, Francia, M-67, 1570; 11.o Fagioli Mauro, Italie, C-29, 1133; 12.o Vassel Alain, Francia, PC-7, 1121; 13.o Fagioli Giorgio, Italie, S-65, 1054; 14.o Moore John, Newport 1913, Svizzera, 984.

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